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Tribunale di Pescara – Sentenza 09.01.2024 n. 24/2024 – Giudice dott.ssa De Lutiis
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Tribunale di Pescara – Sentenza 09.01.2024 n. 24/2024 – Giudice dott.ssa De Lutiis

"In tema di contravvenzione al foglio di via obbligatorio (art. 76 D.Lgs. n. 159/2011), il giudice non può sostituire la propria valutazione al giudizio di pericolosità espresso dal Questore, in quanto, in tal modo, eserciterebbe un inammissibile sindacato giurisdizionale di merito sull'atto amministrativo. Tuttavia gli è consentito un sindacato di legittimità, consistente nella verifica della conformità del provvedimento alle prescrizioni di legge, tra le quali rientra l'obbligo di motivazione sugli elementi da cui viene desunto il giudizio di pericolosità." Scarica il PDF
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Tribunale di Pescara – Sentenza 09.01.2024 n. 22/2024 – Giudice dott. Di Salvatore
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Tribunale di Pescara – Sentenza 09.01.2024 n. 22/2024 – Giudice dott. Di Salvatore

"È procedibile a querela della persona offesa il delitto di furto di cose esposte a pubblica fede (artt. 624 e 625 n. 7 c.p.)." Scarica il PDF
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Tribunale di Pescara – Sentenza 09.01.2024 n. 21/2024 – Giudice dott. Di Salvatore
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Tribunale di Pescara – Sentenza 09.01.2024 n. 21/2024 – Giudice dott. Di Salvatore

"Non è punibile, per particolare tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p., la condotta del soggetto che partecipi ad un’unica truffa online, con partecipazione solo indiretta alla condotta, mettendo a disposizione la propria scheda telefonica." Scarica il PDF
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Tribunale di Pescara – Sentenza 09.01.2024 n. 20/2024 – Giudice dott.ssa Manduzio
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Tribunale di Pescara – Sentenza 09.01.2024 n. 20/2024 – Giudice dott.ssa Manduzio

"Il delitto di omesso apprestamento dei mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore (art. 570, co. 2 n. 2, c.p.) è configurabile anche in mancanza di un provvedimento giudiziale di separazione, in quanto l'obbligo morale e giuridico di contribuire al mantenimento dei figli grava sui genitori anche in caso di separazione di fatto.La minore età dei figli costituisce in re ipsa una condizione di bisogno, cui consegue l'obbligo per i genitori di assicurare loro i mezzi di sussistenza e tale obbligo non viene meno neppure qualora al sostentamento del minore provveda l'altro genitore o un terzo.L'impossibilità alla somministrazione dei mezzi di sussistenza esclude il reato di cui all’art. 570 c.p. solo quando non sia addebitabile a colpa dell'obbligato, essendo costui tenuto ad adoperarsi con tutti i mezzi a sua disposizione per adempire la prestazione dovuta: per escludere la responsabilità penale del soggetto obbligato non basta l'allegazione della mera difficoltà economica o dello stato di disoccupazione, ma è necessario dare effettiva prova dell'assoluta indisponibilità economica ad adempiere per l'incolpevole indisponibilità di introiti.La nozione penalistica di 'mezzi di sussistenza' di cui all’art. 570 c.p. comprende non solo i mezzi per la sopravvivenza vitale (quali il vitto e l'alloggio), ma anche gli...
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Tribunale ordinario di Pescara – Sentenza n. 9/2024
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Tribunale ordinario di Pescara – Sentenza n. 9/2024

"Ai fini della prova del reato di calunnia nella sua componente oggettiva, non è sufficiente accertare la non verosimiglianza delle accuse dovendo risultare con certezza che le stesse siano false. Ciò comporta la necessaria emersione di una versione alternativa dei fatti suffragata da elementi di prova inconfutabili (cfr. Cass. pen., sez. VI, n. 32841 del 28/05/2009, Rv. 244447).Sotto il profilo psicologico, l’elemento soggettivo è rappresentato dalla consapevolezza della innocenza dell’incolpato (non ravvisabile nei casi di dubbio o di errore ragionevole) e da quella di esporlo al rischio di un procedimento penale; dolo che va rilevato dalle concrete circostanze e dalle modalità esecutive che definiscono l’azione criminosa, dalle quali, con processo logico deduttivo, è possibile risalire alla sfera intellettiva e volitiva del soggetto ai fini dell'accertamento del dolo (Cassazione penale , sez. VI , 27/04/2022 , n. 21632). Va quindi ribadito che, perché si realizzi il dolo, è necessario che colui che falsamente accusa un’altra persona di un reato abbia la certezza dell’innocenza dell’incolpato, in quanto l’erronea convinzione della colpevolezza della persona accusata esclude l’elemento soggettivo, da ritenere integrato solo nel caso in cui sussista una esatta corrispondenza tra momento rappresentativo (sicura conoscenza della non colpevolezzadell'accusato) e momento volitivo (intenzionalità dell'incolpazione)"....
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n. 11/2024
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n. 11/2024

"La Cassazione ha a più riprese affermato che vi sia in astratto compatibilità tra l’art. 131 bis c.p. e i rifiuto di sottoporsi ad alcooltest o ad accertamento volto a verificare l'assunzione di stupefacenti:“La causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto di cui all'articolo 131-bis del Cp, applicabile ad ogni fattispecie criminosa, è compatibile con il reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcoolimetrico, come anche - come nella specie- con il reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento diretto a verificare l'assunzione di sostanze stupefacenti, posto che, accertata la situazione pericolosa e dunque l'offesa, resta pur sempre uno spazio per apprezzare in concreto, alla stregua della manifestazione del reato, ed al solo fine della valutazione della gravità dell'illecito, quale sia lo sfondo fattuale in cui la condotta si iscrive e quale sia, in conseguenza, il possibile impatto pregiudizievole per il bene tutelato (per riferimenti- sez unite - sentenza 25 febbraio 2016, Tushaj)" (cfr. tra le altre, Cassazione penale sez. IV, 28/06/2022, n.32254).Va quindi verificato in concreto se l’illecito connesso abbia generato un contesto concretamente e significativamente pericoloso con riguardo ai beni indicati. Può tuttavia trovare applicazione l’art. 131 bis c.p., considerato che il bene giuridico protetto dalla norma (sicurezza...
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n. 14/2024
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n. 14/2024

"Per integrare la fattispecie di cui all’art. 337 c.p., infatti, occorre che l’agente utilizzi violenza o minaccia per opporsi al compimento di un atto di ufficio o di servizio, indipendentemente dall’esitopositivo o negativo di tale azione ed dall’effettivo verificarsi di un impedimento che ostacoli il compimento degli atti predetti: l’integrazione del reato non richiede che sia impedita, in concreto, la libertà di azione del p.u. (così tra le altre Cass. VI, 29.1.2010. n. 3970). Inoltre, occorre che si tratti di un comportamento idoneo ad opporsi in maniera concreta ed efficace ad ostacolare il compimento dell’atto che il p.u. sta legittimamente eseguendo (sempre Cass. VI, 29.1.2010. n. 3970) e che la minaccia posta in essere sia concreta (Cass., sez. VI, 22/01/2019, n.5209).In punto di dolo, il reato è punito a titolo di dolo specifico. Oltre dunque alla coscienza e volontà di usare violenza o minaccia nei confronti di uno dei soggetti considerati dalle disposizioni -occorrendo la conoscenza delle relative qualifiche o quantomeno delle funzioni di fatto svolte (Cass., Sez. VI, 3.3.2004), cui è connessa la relativa qualifica pubblicistica - è necessario anche l'intento di impedire il compimento dell'atto d'ufficio o di servizio (ha, infatti, chiarito la Suprema Corte che il dolo...
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.15-2024
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.15-2024

"commette il reato di abbandono di persone minori o incapaci chiunque esponga ad una situazione di pericolo - anche potenziale - per l’incolumità una persona incapace di provvedere a se stessa. Lanozione di "abbandono" va raccordata allo scopo della norma, consistente nel reprimere comportamenti pericolosi per l’incolumità della persona, evitando che i soggetti deboli vengano a trovarsi in situazione di pericolo per l’incapacità di soddisfare ai bisogni primari di sopravvivenza: ricorre, quindi, il delitto anche se l’abbandono non sia assoluto e definitivo, ma soltanto relativo e temporaneo, quando la vittima non sia in grado di fronteggiare adeguatamente la necessità diassistenza, emergente dalla situazione concreta". Scarica il PDF
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.16-2024
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.16-2024

"L’art. 116, comma 15, D.Lvo n. 258/1992, punisce colui che, recidivo nel biennio, conduca un veicolo sprovvisto di patente di guida poiché mai conseguita o, ancora, perché revocata omai rinnovata per mancanza dei requisiti necessari.Il D.lgs. 15.1.2016 n. 8, entrato in vigore il 6.2.2016, ha previsto la trasformazione in illecito amministrativo di "tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda” con l'esclusione di una serie di fattispecie previste sia dal codice penale che dalle leggi speciali (normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d'azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti).Il comma 2 dispone testualmente: “La disposizione del comma 1 si applica anche ai reati in esso previsti che, nelle ipotesi aggravate, sono puniti con la pena detentiva, sola, alternativa o congiunta a quella pecuniaria. In tal caso, le ipotesi aggravate sono da ritenersi fattispecie autonomie di reato".L'art. 5 dispone invece che "quando i reati trasformati in illeciti amministrativi ai sensi del presente decreto prevedono ipotesi aggravate fondate sulla recidiva ed escluse dalla depenalizzazione, per recidiva è da intendersi la reiterazione deH'illecito depenalizzato". Ai fini della individuazione della nozione di recidiva operante in...
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.18-2024
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.18-2024

"L’ignoranza - seppur sussistente - da parte dell’imputata della definizione di nucleo familiare rilevante ai fini della presentazione della domanda di reddito di cittadinanza non esclude il dolo ai sensi dell’art.5 c.p., atteso che detta ignoranza è derivata chiaramente dallaviolazione di un suo dovere di informazione.In merito, va, infatti, ribadito il costante orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo cui l'erronea opinione dell'agente circa la necessità di fornire determinate informazioni, laddove tale dovere informativo, come nella specie, sia previsto da nonne da ritenersi incorporate nel precetto penale, esula dalla disciplina dell'errore su legge diversa da quella penale, di cui all'art. 47, comma 3, c.p., ed è, pertanto, irrilevante ai fini della esclusione della relativa responsabilità". Scarica il PDF
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.65-2024
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.65-2024

"il reato di cui all’art. 707 c.p) non può ritenersi assorbito nel tentativo di furto aggravato dalla violenza sulle cose, atteso che la giurisprudenza di legittimità con orientamento consolidato e costante è ferma nel ritenere che l'assorbimento della contravvenzione nell'aggravante del furto circostanziato si verifica soltanto nel caso in cui gli arnesi atti allo scasso siano effettivamente serviti per la commissione del furto e il loro possesso sia stato limitato all'uso momentaneo necessario per l'effrazione, senza protrarsi per un ulteriore arco di tempo giuridicamente apprezzabile. E’ necessario, cioè, che non vi sia frattura temporale e spaziale tra la commissione del furto e l'accertamento del possesso degli arnesi atti alloscasso.Nella specie l'imputato è stato trovato in possesso di arnesi atti allo scasso in un luogo diverso rispetto al luogo del commesso tentato furto (frattura spaziale) e dopo ricerche dello stesso (frattura temporale)". Scarica il PDF
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.60-2024
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n.60-2024

"il reato di cui all’art. 707 c.p) non può ritenersi assorbito nel tentativo di furto aggravato dalla violenza sulle cose, atteso che la giurisprudenza di legittimità con orientamento consolidato e costante è ferma nel ritenere che l'assorbimento della contravvenzione nell'aggravante del furto circostanziato si verifica soltanto nel caso in cui gli arnesi atti allo scasso siano effettivamente serviti per la commissione del furto e il loro possesso sia stato limitato all'uso momentaneo necessario per l'effrazione, senza protrarsi per un ulteriore arco di tempo giuridicamente apprezzabile. E’ necessario, cioè, che non vi sia frattura temporale e spaziale tra la commissione del furto e l'accertamento del possesso degli arnesi atti alloscasso.Nella specie l'imputato è stato trovato in possesso di arnesi atti allo scasso in un luogo diverso rispetto al luogo del commesso tentato furto (frattura spaziale) e dopo ricerche dello stesso (frattura temporale)". Scarica il PDF
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n. 66-2024
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Tribunale ordinario di Pescara – sentenza n. 66-2024

"La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che la testimonianza della parte offesa, pur essendo un teste direttamente interessato all’esito del processo, ha piena efficacia probatoria quando ne siaaccertata la verosimiglianza, la piena coerenza logica e l'attendibilità del narrato, anche ove manchino elementi esterni di riscontro, sempre che il confronto con tutto il materiale probatorio a disposizione del giudice, con ogni elemento ricavabile dagli atti e dal processo, ne confermino il giudizio di attendibilità.Tuttavia, ove sia costituita parte civile - atteso l’interesse anche economico di cui essa è portatrice - la dichiarazione della persona offesa dovrà essere valutata con maggiore cautela da parte del giudicante, e, dunque, rispetto al generico vaglio cui vanno sottoposte le dichiarazioni di ogni testimone, deve essere più rigorosa la valutazione delle sue dichiarazioni ai fini del controllo dell'attendibilità. Individua un criterio di opportunità, nel vaglio delle dichiarazioni della persona offesa costituita parte civile, l'accertamento del riscontro di altri elementi, con l’ovvia precisazione che la verifica estrinseca non significa che necessariamente la testimonianza deve essere corroborata da “elementi di riscontro” essendo questi richiesti solo per le dichiarazioni accusatorie provenienti dai soggetti indicati nel comma 3° dell'art. 192 c.p.p. (Cass. S.U. n. 41461/2012).E’, dunque, generalmente sufficiente verificare che...
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Tribunale di Teramo – sentenza n. 825/2024
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Tribunale di Teramo – sentenza n. 825/2024

Deve essere ricondotta all'ipotesi di lieve entità di cui all'art. 73, co. 5, del d.p.r. n. 309/90, l'ipotesi di piccolo spaccio, eseguita direttamente dal prevenuto mediante contatto diretto con gli assuntori, con una rudimentale e minima organizzazione criminale, caratterizzata da cessioni verosimilmente dirette e senza intermediari eseguite personalmente dall'imputato. Scarica il PDF
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Tribunale Penale di Pescara – ordinanza del 2/05/2024
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Tribunale Penale di Pescara – ordinanza del 2/05/2024

Tribunale Penale di Pescara - ordinanza del 2/05/2024 Ordinanza del 2.05.2024 Scarica il PDF
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Tribunale Penale di Pescara – n. 1630/2023
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Tribunale Penale di Pescara – n. 1630/2023

Tribunale Penale di Pescara - n. 1630/2023 N°1630/23 REG. SENTENZE N° 893120 R. TRIB. N° 2293119 R.G. NOTIZIE DI REATO DEPOSITATA IL 15/09/23 Scarica il PDF
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Tribunale Penale di Pescara – n. 1483/2023
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Tribunale Penale di Pescara – n. 1483/2023

Tribunale Penale di Pescara - n. 1483/2023 N° 23718 R.G.N.R. N° 757/21 R. TRIBUNALE SENTENZA N° 1483/2023 DEPOSITATA IL 31/08/2023 Scarica il PDF
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Tribunale Penale di Pescara – n. 412/2023
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Tribunale Penale di Pescara – n. 412/2023

Tribunale Penale di Pescara - n. 412/2023 SENTENZA N° 412/2023 N° 2255/20 R.G. TRIBUNALE N° 5126/19 R.G. NOTIZIE DI REATO Scarica il PDF
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Tribunale Penale di Pescara – n. 299/2024
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Tribunale Penale di Pescara – n. 299/2024

Tribunale Penale di Pescara - n. 299/2024 SENTENZA N°299/2024 N° 1388/22 R.G. TRIBUNALE N° 4189/21 R.G. NOTIZIE DI REATO Scarica il PDF
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Tribunale Penale di Chieti – n. 1099/2023
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Tribunale Penale di Chieti – n. 1099/2023

Tribunale Penale di Chieti - n. 1099/2023 SENTENZA N°1099 DEL 2/11/2023 Scarica il PDF
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Tribunale Penale di Chieti – n. 653/2023
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Tribunale Penale di Chieti – n. 653/2023

Tribunale Penale di Chieti - n. 653/2023 N° 653/2023 SENT. N° 29/2021 R.G. TRIB. N° 2129/2019 SENTENZA IN DATA 21/06/2023 Scarica il PDF
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Corte d’Appello Penale L’Aquila – n. 125/2024
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Corte d’Appello Penale L’Aquila – n. 125/2024

Corte d'Appello Penale L'Aquila - n. 125/2024 SENTENZA N°125 REG- SENT. Scarica il PDF
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